Il Marocchino: orgoglio alessandrino

09.10.2018

Il "Marocchino" conosciuto (e bevuto) in gran parte d'Italia nasce ad Alessandria. Si tratta di una bevanda che non va definita "caffè marocchino", ma semplicemente "marocchino", poiché non deriva dal caffè ma dal bicerin di Cavour, e non può essere banalmente considerata un semplice cappuccino in piccolo con aggiunta di cacao.

Secondo lo storico Ugo Boccassi, il marocchino è nato al Bar Carpano, un tempo attivo davanti alla fabbrica di cappelli Borsalino (entrambi - purtroppo - non più esistenti) e deriva dalla striscia di cuoio apposta all'interno dei cappelli, chiamata appunto marocchino per via del colore marroncino.

La storia vuole che un giorno, un avventore del bar - operaio dell'adiacente fabbrica - vedendosi servire la bevanda, molto simile a un caffè macchiato, esclamò: "U smea in maruchën" (letteralmente: "sembra un marocchino") intendendo proprio quella striscetta di pelle color cuoio che si metteva all'interno del cappello.

D'altro canto, esisteva anche un particolare tipo di cuoio definito "marocchineria" proprio perché la concia derivava dal Paese nordafricano. La fonte è stata lo stesso titolare del Caffè e la storia, tramandata nel tempo, viene raccontata ancora oggi dagli alessandrini più anziani.